MARTINE MICHIELETTO SI RACCONTA DALLA A ALLA Z SU SAMURAI FIGHTMAG DI GIUGNO

di Gianmario Girasole

Appuntamento con la Campionessa Martine Michieletto che nel prossimo numero di Samurai Fight Mag in uscita nel mese di giugno ci offrirà un panorama completo e ci farà conoscere numerosi aneddoti, nell’intervista che ci ha concesso recentemente dove parla della sua vita e dei suoi meritati successi sportivi.

Ve ne offriamo un anticipo qui sotto, e vi rimandiamo con le prossime interviste ai campioni di FIGHT1.

“Come vivevi la nuova dimensione del tuo impegno sportivo, ti appassionava così tanto da farti superare le naturali difficoltà di chi si cimenta per la prima volta in una competizione così difficile seppur altrettanto affascinante? Hai qualche ricordo particolare di quel primo assaggio con il ring che conta?”

“Mi piaceva veramente questo mondo, amavo gli allenamenti e il ring e nel 2015 in particolare ci fu un match che mi diede molto dal punto di vista della crescita, sia come persona che come atleta. A maggio di quell’anno mi fu proposto, all’ultimo minuto, un match per me veramente complicato; alla Steko’s Fight Night a Monaco, in Germania, la campionissima Julia Irmen doveva difendere il suo titolo mondiale WKU di full contact contro una fighter norvegese.

Quest’ultima a pochi giorni dall’evento si infortunò gravemente e quindi dovette rinunciare. Ci venne fatta la proposta di affrontare questo match e noi la accettammo, la sfida era difficile perché ebbi solo una settimana per preparare la sfida di 10 round di full contact, disciplina che non era la mia e ad una categoria di peso che non mi era congeniale, ovvero la 60 kg (io combatto e ho sempre combattuto a -57kg). Partimmo qualche giorno prima, e il giorno dopo il nostro arrivo a Monaco nella conferenza stampa la mia avversaria affermò che avrebbe cercato di vincere a tutti i costi quell’incontro per k.o e la sua motivazione era proprio forte perché quello che disputammo il 7 maggio 2015 sarebbe stata la sua ultima apparizione sul ring, il suo match di addio.

Fu così che arrivò la tanto attesa serata ed io e la Irmen ci demmo battaglia per 10 round, e nonostante a quel tempo non avessi l’esperienza e la completezza tecnica di oggi riuscii a tenerle testa. Persi il match ai punti ma mi sentii comunque felice”

“Eccoci quindi ai primi grandi successi internazionali”

“Dopo quel match conquistai il mio primo titolo mondiale ISKA, questa volta però in una disciplina a me più congeniale ovvero il K1. Sempre nel 2015 mi aggiudicai la medaglia d’oro, vincendo la finale ai campionati del mondo K1 open contro una francese che mi diede parecchio filo da torcere.

Anche il 2016 iniziò col botto, a gennaio disputai un altro titolo mondiale questa volta della sigla WKU e vinsi”