LETTERA APERTA ALLE SOCIETÀ DI FIGHTING

Egregi Colleghi,

si conclude una stagione sportiva intensa e straordinariamente ricca di soddisfazioni per tutto il mondo Fight1.

I risultati ottenuti ai Campionati Mondiali WKU di Kickboxing e Muay Thai in Germania e agli Europei GAMMA di MMA in Grecia hanno confermato il valore del lavoro svolto quotidianamente nelle nostre palestre. Le medaglie conquistate dai nostri atleti sono il frutto della competenza dei tecnici, della qualità dell’organizzazione e di un percorso costruito con coerenza negli anni.

Anche i Campionati Nazionali di Milano hanno rappresentato un grande successo. Dopo Bari e Montecatini Terme, il ritorno al Nord ha confermato una tradizione che ci distingue: portare i Campionati Nazionali in tutta Italia, affinché ogni territorio possa sentirsi protagonista della crescita del nostro movimento.

Ma è sul piano internazionale che Fight1 ha compiuto il salto di qualità più evidente.

Mai come in questa stagione i nostri atleti hanno combattuto all’estero. Inviti professionistici in tutta Europa, partecipazioni ai più importanti gala internazionali e, soprattutto, la presenza di due nostri fighter nei leggendari tornei K-1 World GP e K-1 World MAX, il punto più alto della kickboxing mondiale.

Anche il nostro circuito professionistico ha continuato a crescere.

Ai gala storici si sono aggiunti quattro nuovi eventi tra Lombardia e Piemonte, rafforzando una rete nazionale che oggi rappresenta uno dei circuiti più dinamici del fighting italiano. Un calendario sempre più ricco, collegato e capace di offrire opportunità concrete ai nostri atleti.

Grande soddisfazione anche nel settore MMA.

La FIJLKAM, la più importante federazione italiana degli sport da combattimento e delle arti marziali, ha riconosciuto ufficialmente il settore delle MMA Amatoriali, nominando me e il collega Francesco Migliaccio nella Commissione incaricata della sua organizzazione.

Un incarico che considero soprattutto un riconoscimento della credibilità, della professionalità e dell’esperienza maturate negli anni da tutto il mondo Fight1.

Eppure tutto questo rappresenta soltanto il punto di partenza.

I prossimi mesi porteranno novità importanti.

Dal Giappone alla Thailandia stanno prendendo forma nuove collaborazioni internazionali che apriranno ulteriori prospettive ai nostri atleti, ai nostri tecnici e alle nostre società. Collaborazioni che nasceranno all’estero ma che produrranno opportunità concrete per tutto il movimento italiano.

La famiglia Fight1 è cresciuta moltissimo nell’ultimo anno.

Non soltanto nel numero delle società aderenti, ma soprattutto nella qualità dell’offerta che oggi siamo in grado di mettere a disposizione.

Le scelte compiute fin dalla nascita del nostro circuito si sono dimostrate vincenti.

Abbiamo sempre creduto che una gara, da sola, servisse a poco.

Un circuito deve costruire un percorso.

Per questo ogni nostro evento è collegato a quello successivo.

La vittoria a un Campionato Nazionale deve poter aprire la porta a una convocazione internazionale.

Una medaglia mondiale deve poter trasformarsi in una proposta professionistica.

Un titolo conquistato deve creare nuove occasioni, nuovi titoli, nuovi gala e nuovi obiettivi.

Non una semplice successione di competizioni.

Ma una vera carriera sportiva.

È questa la filosofia che ha permesso a Fight1 di crescere.

Ed è la stessa filosofia che, nel 2010, mi ha portato a creare le Fight Code Rules.

Un regolamento nato con un obiettivo preciso: offrire agli atleti provenienti dalla kickboxing e dalla Muay Thai un terreno di confronto comune, nel pieno rispetto delle rispettive identità tecniche.

Quella che allora sembrava una scelta coraggiosa si è rivelata una visione anticipatrice.

Oggi le Fight Code Rules sono riconosciute e adottate anche dai più importanti circuiti internazionali, da ISKA fino a ONE Championship e GLORY, confermando la bontà di un’intuizione che Fight1 aveva avuto molti anni prima.

Noi non abbiamo mai inseguito le mode.

Abbiamo preferito rispettare la tradizione, accompagnando l’evoluzione degli sport da combattimento senza snaturarne l’identità.

Per noi il ring continua a essere il centro degli sport da combattimento.

Il tatami rappresenta una risorsa fondamentale per il settore light, ma il contatto pieno e il contatto leggero devono poter vivere entrambi sul ring, il luogo naturale dove si costruisce il percorso di un fighter.

Abbiamo difeso anche il ruolo del tecnico.

Chi consegue la qualifica Fight1 rimane tecnico a tutti gli effetti, con un’unica abilitazione valida sia per insegnare nella propria palestra sia per operare all’angolo durante le competizioni.

Meno burocrazia.

Più competenza.

Più rispetto per chi dedica la propria vita alla formazione degli atleti.

Lo stesso principio vale per i promoter.

In Fight1 non trovano concorrenti.

Trovano colleghi.

Una rete nazionale di organizzatori che collabora, si confronta, si scambia atleti e costruisce insieme eventi sempre migliori.

Perché quando cresce un promoter cresce tutto il circuito.

E quando cresce il circuito, crescono le opportunità per ogni società e per ogni atleta.

È probabilmente questa la differenza più grande tra Fight1 e gli altri sistemi.

Noi non organizziamo semplicemente eventi.

Creiamo opportunità.

Non chiediamo alle società di credere ai nostri slogan.

Chiediamo di osservare i risultati.

Guardate dove combattono oggi i nostri atleti.

Guardate quanti passaggi internazionali hanno ottenuto.

Guardate quanti gala professionistici sono nati in questi anni.

Guardate quanti tecnici e quante società hanno scelto di entrare nella nostra famiglia.

I fatti parlano molto più delle parole.

Per questo rivolgo un invito sincero a tutte le società che ancora non fanno parte di Fight1.

Fino alla fine di agosto è attiva la nostra campagna di affiliazione e tesseramento a condizioni agevolate.

Parlate con chi ha già scelto Fight1.

Confrontatevi con i vostri colleghi.

Chiedete loro cosa significa appartenere a un circuito che accompagna davvero la crescita di un atleta, dal primo incontro fino ai grandi palcoscenici internazionali.

La nostra migliore pubblicità non è una campagna promozionale.

È il passaparola positivo di chi vive Fight1 ogni settimana.

Se vorrete approfondire, sarò personalmente a disposizione.

Per ascoltarvi.

Per confrontarci.

Per illustrarvi i progetti che stiamo costruendo insieme ai nostri partner italiani e internazionali.

Sono convinto che il fighting italiano abbia bisogno di meno divisioni e di più occasioni di crescita.

Di meno personalismi e di più progettualità.

Di meno parole e di più risultati.

Fight1 continuerà a lavorare in questa direzione.

Perché il nostro obiettivo non è essere semplicemente un’organizzazione.

Il nostro obiettivo è diventare il punto di riferimento per chi vuole offrire ai propri atleti il miglior percorso possibile.

Le porte sono aperte.

A chi vuole costruire.

A chi vuole crescere.

A chi crede che il futuro se lo debba creare e non aspettare.

Come sempre il mio più cordiale 

Sayonara .

Carlo Di Blasi 

Presidente Fight1