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LETTERA APERTA - È C’E’ ANCORA CHI DUBITA…

LETTERA APERTA - È C’E’ ANCORA CHI DUBITA…

24 giugno 2019

Vi è mai capitato nella vita di vedere con chiarezza una cosa al punto da credere che tutti la vedano come la vedete voi e poi scoprite che in realtà siete voi, e quelli come voi, che la vedono nello stesso modo. In realtà sono ancora tantissimi quelli che dubitano o che addirittura non vedono.

 

Purtroppo, essere visionari, cioè vedere avanti in anticipo rispetto ai tempi o alla gente, non sempre è compreso, neppure a posteriori, cioè quando ciò che avete previsto è chiaro a tutti. È passato troppo tempo e la gente tende a non ricordare. Ho alcuni esempi del passato che vorrei ricordare prima di affrontare l’attualità.

 

ARRIVA LA THAI BOXE!

Erano gli anni 80. Amici, parlo degli anni 80…L’Italia marziale vestiva dei pigiamoni stellati tinta unita bianchi, blu o rossi e un manipoli di prodi (Savateurs per la maggior parte..) vestiva shorts e tirava i primi low kicks e li bloccava.

 

Ebbene in tanti dissero che eravamo dei pazzi…’’vi romperete le ginocchia…’’

 

Giuro! Così dicevano. Quando poi abbinammo le ginocchiate ed il clinch e pure le gomitate in un famoso stage di Thaiboxe indetto da Rinaldo Rinaldi e me al CSKS di Milano nel 1986, e vennero oltre un centinaio di maestri di Savate, Full, e persino Karate, fu chiaro che tanto pazzi non eravamo. Ma ci vollero comunque altri otto anni prima che nel 94 al Palatrussardi di Milano in diecimila applaudissero Ramon Dekkers contro il francese Djibli.

 

Ma la Thai Boxe fu lanciata. Ma prima dovemmo portare in Italia a più riprese Rob Kaman.

Andree Mannart, Fred Royers, i Chakuruki e tanti Thailandesi. Insomma non fu facile perché l’ignoranza e soprattutto la volontà di non uscire dalla proprio conformazione mentale era più forte.

 

Perché tirare i calci nelle gambe? Perché cambiare il mio stile di combattimento? Ma soprattutto…perché mettermi in gioco di nuovo?

 

Queste erano le domande degli scettici…

 

ARRIVANO LE MMA

Pochi anni dopo l’affermazione della Thai boxe ecco che si inizia a parlare di vale tudo e free fight, ora MMA…

 

E di nuovo ci provo. Vado in Olanda nel 95. Vado ad un torneo di ‘’no nold barred’’: cruenti combattimenti, in cui gli Olandesi si erano lanciati, con guantini tipo MMA o addirittura a mani nude. Torno in Italia un po’ sconvolto, ma capisco che c’è comunque del buono in ciò che ho visto, e nasce il primo incredibile OKTAGON in cui in realtà avevo edulcorato il freefight Olandese e creato però i presupposti perché le MMA venissero accettate.

 

ARRIVA IL K-1!

Sempre negli anni 90 in un viaggio in Giappone, assisto al K-1 e incontro il maestro Ishii Kazuyoshi, il padre di tutto ciò che facciamo ora. Passano tre anni da quest’incontro ed ecco sbarcare in Italia il K-1 pesi supermassimi, che ancora oggi qualcuno, con poco rispetto, ricorda come i panzoni che combattevano. Peccato che tra i tanti vi era un certo Alexei Ignashov “ the red scorpion” e persino, nel 2005 in diretta Rai2 con il commento di Andrea Fusco e del sottoscritto, il celebratissimo Badr Hari in finale.

 

Anche allora tante perplessità per quello che oggi è diventato lo stile da combattimento che tutti chiamiamo kickboxing e che è il più praticato.

 

ARRIVA IL FIGHT CODE RULES!

Il sistema K-1 con sua ginocchiata singola e la presa con 1 mano però non mi piaceva fino in fondo. Eppure, tutti allora mi individuavano come ‘’Mister K-1’’ in Italia. Ma no, Vedevo troppo distanti le masse di chi praticava Muay Thai.

 

Ecco arrivare l’intuizione: 5 secondi di clinch ATTIVO! Cambio il regolamento e lancio nel 2010 , 2011 e 2012 il torneo Fight Code, che poi darà origine alle regole Fight code poi verranno riprese da Glory, alla cui scrittura delle regole ho partecipato, consigliando il Direttore Sportivo Cor Hmmers che conoscevo dagli anni 90, essendo il patrigno e coach di Ramon Dekkers. Quelle stesse regole che scrivetti poi nel 2015 per Scott Coker, che inizialmente voleva mettere le regole K-1 originali, quando pensammo Bellator Kickboxing.

 

K-1, It’s Show Time, poi Glory poi Bellator e ora ONE championship.

 

Dal 2001 al 2018 una continua corsa a cercare sempre il meglio. Dopo il K-1 nel 2008 porto il circuito It’s Showtime in Italia, in diretta su Eurosport. E di nuovo c’è chi mi chiede ma perché cambiare? Nel 2008 il K-1 era ancora fortissimo, fallirà poi nel 2010. Non so … sentivo che qualcosa non andava … e gli Olandesi di It’s Showtime potevano portare tanto di più in Italia.

 

E così fu. Grazie a loro organizzai per l’astro nascente Giorgio Petrosyan lo storico match a Oktagon 2009 contro Andy Souwer. Fu la svolta e Giorgio, come racconta nel suo libro ‘’ con le mie mani’’, entra nella leggenda.

 

GLORY VS K-1

 

Poi arriva una nuova proposta: GLORY che nel 2013 cerca di conquistare il mercato della Kickboxing contro la nuova edizione del K-1 che si era unita a it’s showtime. Questa unione non mi convinceva per tanti motivi: i nuovi proprietari Coreani del K-1 non mi convincono e gli Olandesi iniziano ad essere troppo arroganti. Aderisco a Glory che pochi mesi dopo acquisterà It’s Showtime annullando il K1, pur con il suo passato ed il suo brand storico. Con Glory realizzammo ben 3 shows a Roma, a Monza e a Milano dal 2012 al 2013 ma quando il mio allora amico di lunga data Scott Coker mi chiama a Los Angeles capisco che anche per Glory sta suonando la campana. E nasce Bellator Kickboxing.

 

ARRIVA ONE CHAMPIONSHIP

Il resto è storia recente. Arriva sul mercato la più grande portaerei che io avvia mai visto. ONE in Asia è persino più grande e importante di UFC . Con sua duttilità nel presentare tutte le discipline da combattimento con pari dignità mi conquista.

 

Allora, per essere onesti, ogni passaggio ha anche corrisposto ad un miglioramento economico per tutti noi, atleti, manager e staff di produzione ovviamente. Non faccio la mammoletta. Ma senza le risorse economiche non si può fare grandi cose … e ora tutti aspettano di assistere all’arrivo di ONE Championship in Italia e poi in Europa.

 

E quindi ?

 

Tutto questo excursus per dire cosa? Per porvi un quesito. A voi: insegnanti, atleti, promoter, officals e anche semplici appassionati.

 

Se qualcuno oggi vi proponesse:

Gare PRO con accesso per i migliori a ONE Championship in Asia ed Europa e ai circuiti collegati. Accesso esclusivo ai Titoli Internazionali PRO di ISKA e WKU. 
Tornei di Muay Thai classe A con accesso a Lion Fight a Las Vegas e alla King’s Cup a Bangkok. 
Gare dilettanti di Kick con accesso al circuito americano ISKA, notoriamente il migliore. 
Gare dilettanti di MMA con accesso ai mondiali GAMMA a Singapore, come sottoclou di ONE Championship. 
Circuito di gare regionali dilettanti e accesso al campionato nazionale. 
Tornei di Savate con accesso a OKTAGON e ai Mondiali della FISav. 
Tornei ‘’ICHIBAN’’ di Grappling con accesso al Grappling PRO a OKTAGON. 
Contratto Rai sport per tutti i promoters 
Contratto Mediaset per i migliori gala PRO.

 

E INFINE:

UNA VACANZA DI DUE SETTIMANE ALLE 14 ASD con maggiori atleti agonisti iscritti in FIGHT1 , con GRANDI VIAGGI, tour operator leader di settore.

 

Bene, se vi proponessero tutto ciò, se questa fosse la proposta per la vostra prossima stagione , non vi verrebbe voglia di uscire dalla vostra comfort zone e seguirci una volta ancora ?

 

FIGHT1, perché no?

 

Nata nel 2013, e sempre al centro di tutte le attenzioni, mantiene la sua realtà sportiva di prima federazione privata del ring e della gabbia in Italia,

 

Senza flessioni, con una prerogativa importante.

 

Essere aperta. Non solo a chi si iscrive, ma anche a chi vuol collaborare.

 

A chi crede nello sport come unione di intenti, e non come ‘’guerra a colpi di lettere infami’’. Ecco: con chi scrive contro i promoters o contro gli atleti noi non vogliamo avere a che fare.

 

Ma con chi invece vuole dialogare e trovare punti d’intesa, FIGHT1 è aperta: tanto ad accogliere nuovi iscritti quanto a incontrare i colleghi e condividere un percorso fatto di rispetto delle autonomie e di condivisione di obiettivi, in positivo come in negativo, per costruire un futuro comune quanto per emarginare chi vuole emarginare e pensa solo a boicottare.

 

È arrivato il tempo per tutti di uscire dalle proprie confort zone e confrontarsi per unire i progetti e fare una grande alleanza per lo sport e non contro lo sport.

 

Breaking news coming soon,

 

Sayonara 
Carlo Di Blasi

 

Categoria: News






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